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Tradizioni

Augustin-Jean Fresnel

Augustin-Jean Fresnel

Vissuto dal 1788 e il 1827, è uno tra i più autorevoli fisici e ingegneri a livello europeo.

Laureato in ingegneria presso l'Ecole Polytechnique di Parigi iniziò la sua carriera di ingegnere urbano costruendo strade e ponti nella capitale francese. Ma ben presto abbandonò questa attività per dedicarsi agli studi di ottica e matematica.

Si occupò soprattutto della luce, allora considerata di tipo corpuscolare e non ondulare. Fresnel riprodusse in laboratorio un primo esempio di luce polarizzata circolarmente e lavorò a numerose formule ottiche basilari.
A lui si deve la teoria che spiega la riflessione, la rifrazione, la doppia rifrazione e la polarizzazione della luce riflessa da una sostanza trasparente.

Nel campo dell'ottica applicata, inventò le lenti composte, chiamate appunto "Lenti di Fresnel". Questo tipo particolare di lenti ha una grande apertura e una breve lunghezza focale. Sono molto sottili e leggere tanto che permettono a un corpo più leggero di attraversarle.

I suoi studi riguardarono anche gli effetti ottici generati dal moto degli oggetti e furono tanto approfonditi da contribuire al successivo sviluppo della teoria della relatività.
Fresnel tentò di applicare le formule matematiche alle teorie ottiche.

Sviluppò, ad esempio, la teoria matematica dell'interferenza - descritta nel libro “Mémoire sur la diffraction de la lumière” del 1819 – in cui ad esempio si spiega come un punto centrale di un'ombra può essere luminoso.

Per i suoi interessanti e innovativi studi, ottenne il premio dell'Accademia delle Scienze di Parigi e successivamente ne divenne membro. Fu anche un membro illustre e acclamato della Royal Society di Londra che lo premiò con la Rumford medal nel 1824.

Durante la sua vita e per gran parte del XIX secolo, Fresnel era conosciuto e apprezzato solo da un ristretto gruppo di scienziati. Talvolta, infatti, le sue conoscenze così innovative per l’epoca, gli causarono l’accusa di essere visionario e le sue teorie scientifiche erano considerate quasi frutto di una malattia mentale.
Anche per questo, la maggior parte dei suoi saggi fu pubblicata postuma.